Joel Meyerowitz

Fotografia | 2015: Joel Meyerowitz – Retrospettiva, KunstHausWien, curata da Verena Kaspar-Eisert

“Nell’Agosto del 2015 mi trovavo a Vienna per una vacanza. Quella mattina pioveva, ma ero comunque intenzionato a vedere la Hundertwasserhaus, un complesso di case popolari costruite nel 1986 nel quartiere di Landstraße, a est del centro della città dall’architetto e artista Friedensreich Hundertwasser che ricordavo di aver visto in fotografia e che mi interessava visitare.
Una giornata fortunata nella quale ho trovato all’interno dell’edificio la mostra del fotografo Joel Meyerowitz che mi ha particolarmente colpito poiché in alcuni dei suoi scatti rivedo l’ironia di un altro grande della fotografia; Elliot Erwitt.

Pubblicherò presto un altro post nel quale vi mostrerò la Hundertwasserhaus, una meraviglia dell’architettura”.


Nel 1962, ispirato nel vedere Robert Frank al lavoro, Meyerowitz lasciò il suo lavoro come art director di un’agenzia pubblicitaria e andò per le strade di New York City con una fotocamera da 35 mm e una pellicola in bianco e nero. Garry Winogrand, Tony Ray-Jones, Lee Friedlander, Tod Papageorge e Diane Arbus stavano fotografando lì nello stesso periodo. Meyerowitz fu ispirato da Henri Cartier-Bresson, Robert Frank e Eugène Atget, disse: “Nel pantheon dei grandi c’è Robert Frank e c’è Atget”.

Dopo essersi alternato tra bianco e nero e colore, Meyerowitz “adottò definitivamente il colore” nel 1972, ben prima della promozione di John Szarkowski nel 1976 della fotografia a colori in una mostra di lavori dell’allora poco noto William Eggleston. Meyerowitz, sempre in questo periodo passò al formato di grandi dimensioni, spesso utilizzando una fotocamera 8 × 10 per produrre fotografie di luoghi e persone.

Meyerowitz appare ampiamente nella serie documentaria del 2006 della BBC Four The Genius of Photography e nel documentario del 2013 Finding Vivian Maier. Nel 2014 fu pubblicato il documentario Sense of Time del regista tedesco Ralph Goertz.

È autore di 16 libri tra cui Cape Light, considerata una classica opera di fotografia a colori. Meyerowitz fotografò le conseguenze dell’attacco dell’11 settembre 2001 al World Trade Center e fu l’unico fotografo autorizzato all’accesso illimitato al Ground Zero immediatamente dopo l’attacco. Ciò sfociò nel suo libro Aftermath: World Trade Center Archive (2006), la cui edizione del 2011 Parr e Badger includono nel terzo volume della loro storia del libro fotografico.

Il 18 gennaio 2017 Meyerowitz è stato onorato per il suo lavoro di una vita con un posto alla Leica Hall of Fame ed è stato descritto come un “mago nell’uso del colore” in grado di “catturare e incorniciare il momento decisivo”.

Testo tratto da Wikipedia | Pubblicato su licenza creative commons

Di Salvatore Mileto

Grafico editoriale e pubblicitario dal 1985. Web designer e street photographer.